La candidatura ufficiale è stata lanciata da Milano il 20 novembre, dal palco del Piccolo Teatro: l’edizione italiana della rivista Wired ha avviato una campagna per l’assegnazione ad internet del premio Nobel per la pace 2010, con una petizione firmata innanzi tutto da Shirin Ebadi, attivista iraniana per i diritti umani che ha ricevuto il prestigioso riconoscimento nel 2003. La Rete potrebbe essere, quindi, il successore di Barack Obama, attuale presidente degli Stati Uniti premiato quest’anno (secondo molti, più per “incoraggiamento” a proseguire nel percorso di pace avviato nel primo anno di presidenza che per gli effettivi risultati finora raggiunti).
Gli altri ambasciatori sono l’oncologo Umberto Veronesi, Giorgio Armani e i tre direttori di Wired, l’ideatore della campagna Riccardo Luna (Italia), Chris Anderson (Stati Uniti) e David Rowan (Regno Unito). A nove giorni dal lancio, le firme su internetforpeace.org sono 1874.
“Dobbiamo guardare ad Internet come una grande community – ha detto Luna – in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerata per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni è solo l’ultimo esempio di come possa divenire un’arma di speranza globale“.
L’iniziativa di Wired ha guadagnato i riflettori nell’ambito della due giorni milanese, di cui era un evento collaterale, dedicata ad un dibattito nel mondo scientifico su come costruire una pace stabile e concreta e prevenire i conflitti: il convegno internazionale “Science for Peace” organizzato dalla Fondazione Veronesi per ribadire il ruolo della scienza nella costruzione di un mondo migliore, con la presenza di diversi premi Nobel e di Kathleen Kennedy Towsend (figlia di Bob Kennedy), vicepresidente del progetto.
Il dibattito sull’iniziativa di Wired Italia è aperto. Dopo aver riportato le parole dei sostenitori, ecco alcune opinioni “contro” per dare un’idea (naturalmente non esaustiva di tutti i possibili giudizi) delle reazioni più “scettiche”.
Oltre i confini nazionali, in Canada, The Star si domanda “Internet merita il Nobel della pace?” e sottolinea che non è insolito per un’organizzazione (è successo tre volte per la Croce Rossa) anziché una singola persona, essere scelti dal Norwegian Nobel Committee. Finora “nulla di talmente amorfo e decentralizzato” ha mai ricevuto il premio, ma le segnalazioni dei precedenti vincitori sono ben accette.
In un editoriale su Zeusnews, Pier Luigi Tolardo propone con argomenti vivaci e alcuni esempi le sue perplessità sulla campagna di Wired, sottolineando – tra gli altri paradossi – il premio Nobel per la pace al Dalai Lama, che proprio su internet è stato censurato dal governo cinese, a danno di oltre un miliardo di persone. E si chiede se Nobel sarebbe stato d’accordo con l’assegnazione del premio ad una tecnologia: proprio lui che inventò la dinamite, che come molte creazioni umane può essere usata per fini positivi, ma anche per uccidere.
Inoltre, va ricordato che sono ancora centinaia di milioni nel mondo gli individui fuori dalla Rete per ignoranza o impossibilità di soddisfare bisogni primari (nutrirsi). La conclusione è netta: “[…] Nobel non avrebbe voluto un Premio solo per tecniche o solo per tecnologi, anche se prodigiose come Internet, ma per uomini e donne: per persone che, con le tecniche o senza le tecniche, abbiano voluto essere testimoni e operatori di pace. Perché con Internet si può fare tutto, davvero tutto, anche la guerra; e non sarà il Premio Nobel a “incoraggiarla”, come per Obama”.
Dello stesso avviso un altro giornalista hi-tech, Piero Babudro sul blog segnalezero.com: “[…] C’è chi lotta ogni giorno in difesa della libertà di espressione, chi invece la utilizza per altri fini molto meno nobili. Ma di per sé rimane uno strumento neutro: lo puoi usare per fare del bene, per comunicare all’esterno, oppure per una profilazione di massa dell’audience online, o ancora per mettere il bavaglio alla stampa di opposizione. L’importante è avere ben chiaro il concetto: qualcuno sta mitizzando lo strumento Internet oltre ogni ragionevole dubbio […]”.
Su Apogeonline, il designer Livio Milanesio giudica “inopportuna” la proposta ricordando che Alfredo Nobel decise di istituire il premio a causa del rimorso di coscienza nel vedere un necrologio (pubblicato in anticipo per errore) che lo giudicava “mercante della morte” per l’invenzione della dinamite: […] Sarebbe come candidare l’automobile, la televisione o il frigorifero che, a loro tempo, influenzarono il mondo nel bene o nel male. Internet come espressione umana contiene tutto: il commercio, la cultura, la vita sociale, le istituzioni, le contro-istituzioni, la libertà di parola, la censura, la truffa, le istruzioni per costruire bombe, le catene di Sant’Antonio, appelli di ogni genere per salvare il mondo, l’istigazione all’odio e la condivisione della conoscenza. Per quanto riguarda i contenuti, questa entità indefinibile che è internet è un oggetto inerte, non schierato, non responsabile e muto. Contiene e basta [...].
Infine, la neutralità di internet è sottolineata con forza anche da Giacomo Dotta nel suo commento per Webnews: “[…] non è un mondo di pacifisti così come non è un covo di pedofili: la Rete è semplicemente il più grande degli strumenti che abbiamo a disposizione, il più grande moltiplicatore delle idee e la più grande fucina di contenuti culturali esistenti. La bontà delle idee e del profilo culturale, però, non è qualcosa che può essere attribuito al Web, in nessun caso. La sua meraviglia, anzi, è proprio nella commistione di caratteri e di nature, commistione che costringe al dialogo ed al confronto e che in questo involontario minestrone crea l’essenza rivoluzionaria che si porta nel DNA […]”.
Andrea Paternostro www.andreapaternostro.com/blog
Tags: ebadi, Fondazione+Veronesi, internet, manifesto, Nobel, pace, Science+for+Peace, wired



dicembre 1st, 2009 at 13:50
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dicembre 1st, 2009 at 14:31
ciao, grazie per avermi citato nel tuo post. (il blog è http://www.segnalezero.com)