Andrea on maggio 20th, 2010

ruben-razzanteRuben Razzante, esperto di diritto dell’informazione e autore del noto manuale per me e tanti giovani colleghi, dice la sua sul ddl intercettazioni: giornalisti, Procure, opinione pubblica. Potete leggere l’intervista a Razzante sul sito del mensile Vivere in armonia – Club3, testata con la quale collaboro quotidianamente.

telefono fisso In un’intervista che ho realizzato per vivereinarmonia.it si parla dei tempi che porteranno alla delibera sugli indennizzi automatici che le compagnie telefoniche dovranno riconoscere ai cittadini in caso di disservizi, con il parere di Altroconsumo e Movimento difesa del cittadino. L’articolo sul sito del mensile.

Andrea on gennaio 27th, 2010

iPhone 3GS di Apple

iPhone 3GS di Apple

Corriere.it rilancia in italiano l’interessante  “toto-Apple” ideato dal sito Unweary.com: una scheda con 33 domande sulla presenza o meno delle caratteristiche che in questi giorni i rumors di mercato hanno dato come più o meno probabili per il nuovo Tablet di Apple, che verrà presentato stasera alle 19 da Steve Jobs.

Esempio: il prezzo sarà tra 800 e 1200 dollari? Con schermo da 10-11 pollici? Sarà disponibile da marzo 2010? E così via… scommettete anche voi? Ecco la Score Card in inglese (pdf) e la tabella tradotta sul sito del Corriere.

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Andrea on dicembre 14th, 2009

Violenza (inutile), isteria (inutile), ulteriore polarizzazione e frammentazione (inutile) per un Paese in difficoltà. Questa screenshot, che fotografa due notifiche consecutive del mio Facebook live feed, rappresenta un po’ lo stallo in cui si trova in questo momento l’Italia.

aggressione a Berlusconi: i due estremi delle reazioni su Facebook

aggressione a Berlusconi: i due estremi delle reazioni su Facebook

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nobelLa candidatura ufficiale è stata lanciata da Milano il 20 novembre, dal palco del Piccolo Teatro: l’edizione italiana della rivista Wired ha avviato una campagna per l’assegnazione ad internet del premio Nobel per la pace 2010, con una petizione firmata innanzi tutto da Shirin Ebadi, attivista iraniana per i diritti umani che ha ricevuto il prestigioso riconoscimento nel 2003. La Rete potrebbe essere, quindi, il successore di Barack Obama, attuale presidente degli Stati Uniti premiato quest’anno (secondo molti, più per “incoraggiamento” a proseguire nel percorso di pace avviato nel primo anno di presidenza che per gli effettivi risultati finora raggiunti).

Gli altri ambasciatori sono l’oncologo Umberto Veronesi, Giorgio Armani e i tre direttori di Wired, l’ideatore della campagna Riccardo Luna (Italia), Chris Anderson (Stati Uniti) e David Rowan (Regno Unito). A nove giorni dal lancio, le firme su internetforpeace.org sono 1874.

Dobbiamo guardare ad Internet come una grande community – ha detto Luna – in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerata per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni è solo l’ultimo esempio di come possa divenire un’arma di speranza globale“.

L’iniziativa di Wired ha guadagnato i riflettori nell’ambito della due giorni milanese, di cui era un evento collaterale, dedicata ad un dibattito nel mondo scientifico su come costruire una pace stabile e concreta e prevenire i conflitti: il convegno internazionale “Science for Peace” organizzato dalla Fondazione Veronesi per ribadire il ruolo della scienza nella costruzione di un mondo migliore, con la presenza di diversi premi Nobel e di Kathleen Kennedy Towsend (figlia di Bob Kennedy), vicepresidente del progetto.

Il dibattito sull’iniziativa di Wired Italia è aperto. Dopo aver riportato le parole dei sostenitori, ecco alcune opinioni “contro” per dare un’idea (naturalmente non esaustiva di tutti i possibili giudizi) delle reazioni più “scettiche”.

Oltre i confini nazionali, in Canada, The Star si domanda “Internet merita il Nobel della pace?” e sottolinea che non è insolito per un’organizzazione (è successo tre volte per la Croce Rossa) anziché una singola persona, essere scelti dal Norwegian Nobel Committee. Finora “nulla di talmente amorfo e decentralizzato” ha mai ricevuto il premio, ma le segnalazioni dei precedenti vincitori sono ben accette.

In un editoriale su Zeusnews, Pier Luigi Tolardo propone con argomenti vivaci e alcuni esempi le sue perplessità sulla campagna di Wired, sottolineando – tra gli altri paradossi – il premio Nobel per la pace al Dalai Lama, che proprio su internet è stato censurato dal governo cinese, a danno di oltre un miliardo di persone. E si chiede se Nobel sarebbe stato d’accordo con l’assegnazione del premio ad una tecnologia: proprio lui che inventò la dinamite, che come molte creazioni umane può essere usata per fini positivi, ma anche per uccidere.

Inoltre, va ricordato che sono ancora centinaia di milioni nel mondo gli individui fuori dalla Rete per ignoranza o impossibilità di soddisfare bisogni primari (nutrirsi). La conclusione è netta: “[…] Nobel non avrebbe voluto un Premio solo per tecniche o solo per tecnologi, anche se prodigiose come Internet, ma per uomini e donne: per persone che, con le tecniche o senza le tecniche, abbiano voluto essere testimoni e operatori di pace. Perché con Internet si può fare tutto, davvero tutto, anche la guerra; e non sarà il Premio Nobel a “incoraggiarla”, come per Obama”.

Dello stesso avviso un altro giornalista hi-tech, Piero Babudro sul blog segnalezero.com: “[…] C’è chi lotta ogni giorno in difesa della libertà di espressione, chi invece la utilizza per altri fini molto meno nobili. Ma di per sé rimane uno strumento neutro: lo puoi usare per fare del bene, per comunicare all’esterno, oppure per una profilazione di massa dell’audience online, o ancora per mettere il bavaglio alla stampa di opposizione. L’importante è avere ben chiaro il concetto: qualcuno sta mitizzando lo strumento Internet oltre ogni ragionevole dubbio […]”.

Su Apogeonline, il designer Livio Milanesio giudica “inopportuna” la proposta ricordando che Alfredo Nobel decise di istituire il premio a causa del rimorso di coscienza nel vedere un necrologio (pubblicato in anticipo per errore) che lo giudicava “mercante della morte” per l’invenzione della dinamite: […] Sarebbe come candidare l’automobile, la televisione o il frigorifero che, a loro tempo, influenzarono il mondo nel bene o nel male. Internet come espressione umana contiene tutto: il commercio, la cultura, la vita sociale, le istituzioni, le contro-istituzioni, la libertà di parola, la censura, la truffa, le istruzioni per costruire bombe, le catene di Sant’Antonio, appelli di ogni genere per salvare il mondo, l’istigazione all’odio e la condivisione della conoscenza. Per quanto riguarda i contenuti, questa entità indefinibile che è internet è un oggetto inerte, non schierato, non responsabile e muto. Contiene e basta [...].

Infine, la neutralità di internet è sottolineata con forza anche da Giacomo Dotta nel suo commento per Webnews: “[…] non è un mondo di pacifisti così come non è un covo di pedofili: la Rete è semplicemente il più grande degli strumenti che abbiamo a disposizione, il più grande moltiplicatore delle idee e la più grande fucina di contenuti culturali esistenti. La bontà delle idee e del profilo culturale, però, non è qualcosa che può essere attribuito al Web, in nessun caso. La sua meraviglia, anzi, è proprio nella commistione di caratteri e di nature, commistione che costringe al dialogo ed al confronto e che in questo involontario minestrone crea l’essenza rivoluzionaria che si porta nel DNA […]”.

Andrea Paternostro www.andreapaternostro.com/blog

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"When your car's drink costs more than your own..."

http://www.joe-ks.com/archivessep2005/PriceComparison.htm

Ho avuto il piacere di intervenire all’Aperitivo 2.0 organizzato a Milano da Supermoney con alcuni protagonisti del mondo dei servizi online (e-commerce, blog, servizi di comparazione, webtv e altri).

Al centro del dibattito, la cultura del confronto e della comparazione tra brand, prodotti e servizi sul web: cosa succede in Italia e negli altri Paesi?

Ecco il comunicato finale con la sintesi dei principali interventi  (pubblicato su fainotizia.it).





Aperitivo 2.0: esperti a confronto

Linda Iulianella
26/11/2009 – 13:50


In un incontro informale svoltosi ieri sera, martedì 24 novembre, alcuni esperti del confronto online, con la presenza di vari giornalisti, si sono scambiati idee e pareri sulla cultura del confronto e della comparazione sul web in Italia.

Il dialogo è partito dalla pubblicità comparativa tradizionale per arrivare ai portali di confronto di prezzi e servizi online.

All’incontro erano presenti Andrea Zoppolato, Neoevent; Max Scortegagna, trovaprezzi.it; Andrea Manfredi, Supermoney.eu; Paolo Cereda, Shoppydoo.it; Lorenzo Guerra, BloogTv; Vanya Pavan, Pubblicità Progresso e comunicazione sociale; Valter Ciari, Master Program e SopTv;Andrea Paternostro, collaboratore del quotidiano Il Sole24Ore; inoltre c’erano anche un rappresentante del mondo bancario ed uno di quello dei fondi di investimento.



Andrea Zoppolato, Neoevent:  «Io sono uno di quelli che effettua comparazioni online, ma al tempo stesso ho il timore che nell’acquisto diretto sul sito mi venga applicato un sovraprezzo. Sono molte le persone che confrontano prodotti e servizi sul web ma per mancanza di fiducia alla fine si recano direttamente nel punto vendita per effettuare di persona l’acquisto. Alla base c’è quindi un problema di credibilità verso internet e il commercio elettronico»

Max Scortegagna, trovaprezzi.it: «La televisione e internet sono molto differenti: la tv nasce ‘aggregata’ e da sempre è percepita come unitaria, grazie a ciò ha acquisito nel tempo una forte credibilità. Chi naviga invece in internet non può che percepirlo come una realtà disgregata, dove ogni sito è indipendente. Tutto ciò, unito alla relativa giovinezza del mezzo, lo rende meno affidabile secondo il punto di vista del consumatore. Il concetto di fiducia è fondamentale per l’acquisto di un servizio e generalmente chi ha più dimestichezza con la tecnologia è più propenso a comprare online»

Andrea Manfredi, Supermoney.eu
: «L’esigenza di confronto c’è anche da parte degli utenti. Certo la fiducia necessaria per l’acquisto online di prodotti bancari complessi è ben diversa da quella necessaria per l’acquisto di un cellulare. Ragioniamo anche su due ordini di costi di investimento molto differenti. Non credo ci sia diffidenza da parte del consumatore nel comprare online però c’è sicuramente la necessità interfacciarsi con un brand importante e rassicurante»

Paolo Cereda, Shoppydoo.it
: «Anche nella nostra esperienza abbiamo verificato che c’è esigenza di comparazione,  in effetti la ricerca di informazioni sui prodotti sui nostri siti è molto alta. La problematica principale è che manca il passaggio finale dell’acquisto. Vale a dire che gli utenti confrontano online ma poi non acquistano sul web e preferiscono recarsi in negozio. Sui nostri siti, per offrire un servizio utile e favorire l’acquisto in rete, diamo la possibilità agli utenti di scrivere recensioni sul negozio online presso cui hanno comprato un prodotto»

Lorenzo Guerra, BloogTv
: «Utilizzo sempre i siti di comparazione ed acquisto online, l’ho fatto anche nel caso della mia moto. In Italia in generale manca la cultura del confronto  – a maggior ragione online – , è possibile che in futuro la tendenza cambi. Le recensioni degli utenti sono utili, benché ci sia il rischio che i vari competitor si facciano la guerra tra loro attraverso finte recensioni e finti utenti. In Italia, dove in realtà non si è molto abituati a scrivere commenti e i siti ne hanno davvero pochi, tutto ciò potrebbe avere un peso rilevante, all’estero dove i siti hanno centinaia di recensioni ‘vere’ da parte degli utenti, questa azione di disturbo tra concorrenti diventa impossibile»

Vanya Pavan, Pubblicità Progresso e Comunicazione Sociale
: « Ho potuto verificare con mano che per cambiare le abitudini ed i costumi della gente ci vuole tempo e fatica. In Italia la cultura del confronto manca, al contrario ad esempio degli Stati Uniti: basti solo pensare alla case history della pubblicità comparativa. Nel nostro paese sono davvero poco diffuse le campagne advertising basate sul confronto diretto dei concorrenti, anzi non solo sono regolamentate in maniera rigida, ma sollevano anche numerose polemiche legate al tema della diffamazione tra marchi. Negli USA invece si costruiscono lunghe campagne pubblicitarie incentrate proprio sul botta e risposta, molto spesso graffiante e canzonatorio,  tra un brand e l’altro»

Valter Ciari, Master Program e SopTv
: «La crisi sicuramente ha cambiato il comportamento d’acquisto del consumatore che è divenuto più attento al confronto:  ad esempio facendo interviste nei mercati abbiamo constatato come le persone comparino anche il prezzo di una  mela»

Andrea Paternostro
, collaboratore del quotidiano Il Sole24Ore:« Sul web il tema della fiducia è centrale. Da una parte è un buon primo passo quello dell’Agcom, ispirato all’esperienza inglese Price Comparison Accreditation, di istituire un meccanismo per garantire trasparenza e indipendenza dei siti che confrontano tariffe di telefonia fissa e mobile. La recente delibera dell’Autorità stabilisce infatti le caratteristiche che devono avere i motori di calcolo che effettuano queste tipologie di confronti. Dall’altra parte bisogna trovare un modo per comunicare in maniera chiara agli utenti la distinzione che esiste tra i risultati ottenuti attraverso il confronto di un certo prodotto o servizio – che devono necessariamente essere veridici e imparziali -  ed eventuali accordi commerciali esistenti tra il sito web e le aziende che vendono tali prodotti e servizi. In questo modo si comunica trasparenza, qualità e credibilità e per l’utente diventa più semplice fidarsi»



In conclusione i concetti chiave emersi dall’incontro si possono sintetizzare in questo modo: gli italiani non hanno nel proprio dna la cultura del confronto, come invece si verifica ad esempio nei paesi anglosassoni, anche se ci sono margini di miglioramento in questa direzione; gli utenti non si fidano ad acquistare online prodotti e servizi a causa di una diffidenza latente verso il web e alla mancanza di credibilità totale nel mezzo, anche se per tutta la fase di confronto e ricerca di informazioni internet resta uno strumento ampiamente utilizzato.

Per convertire l’intenzione in acquisito online è necessario ricreare il rapporto diretto ed empatico che c’è tra cliente e venditore, occorre quindi che sul web i siti internet costruiscano brand forti che rassicurino e permettano una interazione reale con gli utenti, per mostrare che dietro uno schermo ci sono delle persone che lavorano per loro.

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bollinoagcomAdsl, telefonia fissa e mobile, internet: migliaia di tariffe per i servizi di comunicazione e tanta (almeno potenzialmente) confusione per l’utente.

Sul Sole-24 Ore di lunedì scorso (2 novembre) ho scritto un articolo (”Gratuiti, aggiornati e indipendenti: i criteri del marchio) per raccontare la delibera dell’Agcom (Autorità garante per le comunicazioni) che ha fissato alcuni criteri di qualità per i siti che offrono servizi di comparazione online delle tariffe.

L’intervento del Garante è dovuto alla volontà di replicare, nel settore della telefonia, l’esperienza inglese della Price Comparison Accreditation.

Il tema è piuttosto interessante perché siti come questi sono nati come funghi negli ultimi mesi, ma non è facile capire chi restituisce risultati affidabili (occorre un certo investimento in trasparenza da parte dei gestori, non solo  in tecnologia per il motore di calcolo sottostante, ma anche in comunicazione per costruire fiducia, separando – anche con una grafica curata – i risultati delle ricerche dai link agli sponsor e segnalando le fonti di finanziamento).

Tra le diverse iniziative raccontate nel pezzo, la prima ad avviare l’iter per ottenere il “bollino” dell’Agcom (proprio in questi giorni): il sito Supermoney.eu, opera di quattro giovani imprenditori milanesi premiati dal ministero della Gioventù, che hanno mirato a costruire un algoritmo per replicare i meccanismi di calcolo tariffario degli operatori. Interessante anche Sostariffe.it che ha una buona grafica e pubblica analisi statistiche sui servizi di internet e telefonia. Infine Altroconsumo.it, che ha un suo sistema (accessibile ai soci).

Ecco i link ad alcuni dei siti presi in esame (sul web sono veramente tanti, da qui l’idea di scriverne):

www.mondotariffe.it www.scegli-tariffa.it www.sostariffe.it www.supermoney.eu www.tariffe.it

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Andrea on ottobre 21st, 2009

smauSi è aperto oggi a Milano lo SMAU, salone della business technology per aziende, giornalisti ed operatori del settore. Secondo la School of Management del Politecnico milanese per rilanciare l’ICT in Italia (punto numero 1, l’acronimo stesso: basta con “Information and Communication” meglio “Innovazione e Competitività” per fare capire al grande pubblico che non è solo roba da ingegneri e giovani smanettoni)   occorre applicare i dieci punti che riporto di seguito. Molte di queste idee in realtà sono largamente condivise (qualcuno le applica anche, eh) dagli addetti ai lavori. Nulla di profondamente innovativo, insomma. Ma è necessario continuare a lanciare messaggi in questa direzione. L’invito, quindi, come spesso accade, sembra più rivolto al mondo della politica. La ricetta è pronta. Ma quali soluzioni arriveranno? Voi cosa ne pensate?

Ecco il “DECALOGO” per l’ICT in Italia lanciato dal Politecnico:

  1. non parlare più di Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, ma di TECNOLOGIE PER l’INNOVAZIONE E LA COMPETITIVITÀ
  2. un ELETTROSHOCK CULTURALE per superare il nostro VERO DIGITAL DIVIDE – che è CULTURALE in primis -  a tutti i livelli:  Manager, Imprenditori, Funzionari pubblici, Giornalisti/Editori, Università, Analisti, Politici, Istituzioni, Associazioni
  3. per fornitori ed esperti di ICT: abbandonare il gergo da iniziati, fatto di acronimi e tecnocratese. RENDERE L’ICT PIÙ SEXY e comprensibile anche per i non addetti: manager, imprenditori, politici, giornalisti, ecc
  4. una REALE E CONCRETA CONOSCENZA DEL VALORE GESTIONALE DELLE ICT: dati e informazioni affidabili, casi concreti, benchmark. Per dare indicazioni ed esempi a chi deve decidere. MENO “MEDIE DEL POLLO” e maggiore focus su BEST PRACTICE E WORST PRACTICE
  5. ai decisori aziendali (privati e pubblici):  non per sviluppare approfondite competenze tecnologiche, ma per APRIRNE LA MENTE, RENDERLI PIÙ SENSIBILI
  6. una VIA ITALIANA ALL’INNOVAZIONE DIGITALE: non scimmiottare paesi esteri “più avanzati”, SIAMO DIVERSI! Dobbiamo tener conto delle nostre peculiarità e valorizzare i nostri asset
  7. in particolare GUARDARE AL DIGITALE A 360°: digitale non è solo il mondo PC-centrico, ma anche il mondo CELLULARE-centrico e TV-centrico
  8. in un Paese in cui la spesa pubblica pesa circa la metà del PIL, UN RUOLO TRAINANTE DELLA PA … per PRENDERE TRE PICCIONI CON UNA FAVA: (i) innovazione e sburocratizzazione della PA stessa; (ii) stimolo alla domanda interna di ICT; (iii) effetto di trascinamento soprattutto sulle PMI (ad es. eProcurement e fattura elettronica)
  9. una PRIORITÀ CHIARA NELL’AGENDA DEI GOVERNI – centrali e locali: azioni concrete per “spronare” le aziende a investire di più in ICT (ad es. defiscalizzazione degli investimenti, fondi per l’innovazione)
  10. e in particolare SBLOCCARE LO STALLO – a livello di INVESTIMENTI e REGOLE – DELLE AUTOSTRADE DIGITALI A BANDA LARGA, che sono le reali vie di comunicazione a elevata percorrenza  dei prossimi decenni.

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Andrea on ottobre 13th, 2009

trend microVenti minuti al giorno: è il tempo che il 68% delle PMI italiane sono disposte a concedere ai propri dipendenti per la navigazione su internet a fini personali. Oltre questa soglia l’utilizzo non è considerato accettabile.

In generale, i manager sono favorevoli all’ampio utilizzo di strumenti tecnologici avanzati (ad esempio, smartphone o software innovativi) ma per il futuro si profilano maggiori restrizioni, in particolare per i siti di social networking come Facebook.

Lo dice una ricerca di Trend Micro (commissionata ad A&F research) e appena diffusa dal produttore di software per la sicurezza informatica.

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Respiro Acustico

Respiro Acustico

Sabato 26 settembre a Milano, con il live dei Respiro Acustico alle 22 al Ligera di viale Padova 133 (zona Loreto), prenderà il via la seconda edizione di myValuée, progetto ideato dalla giornalista musicale Veronica Eracleo per fare conoscere al grande pubblico gli artisti di valore presenti su Myspace.

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